Risarcimento danni per perdita parentale causato da incidente stradale

Quante volte avete sentito notizie inerenti incidenti stradali o ne siete stati protagonisti vostro malgrado.

Purtroppo, le statistiche parlano chiaro: il numero di incidenti stradali in Italia è in netto aumento, in particolare il numero di sinistri causati da una condotta illecita che nei casi più gravi può anche provocare la morte del soggetto accidentato.

Nessuno potrà mai riportare indietro la persona cara che è venuta a mancare, tuttavia in molti sono ancora all’oscuro del fatto che è previsto un risarcimento danni nei confronti della famiglia del soggetto che purtroppo è deceduto.

Questa tipologia di danno prende il nome di danno parentale, che deriva dal disagio che crea la morte del soggetto all’interno della famiglia non solo dal punto di vista emotivo ma anche dallo sconvolgimento irreversibile dell’intero sistema di vita.

Non a caso si parla di violazione di due beni della vita:

  • bene della integrità familiare, in riferimento al vivere quotidiano della vittima con la sua famiglia;
  • bene della solidarietà familiare, in riferimento non solo alla vita matrimoniale ma anche al rapporto con gli altri componenti della famiglia.

L’art. 2059 del Codice Civile, regola il risarcimento del “danno patrimoniale” nei casi previsti dalla legge inerenti a quei beni che non sono soggetti a valutazione economica nel mercato monetario.

Ecco che diventa necessario a questo punto, rivolgersi ad esperti in materia di risarcimento danni da perdita parentale come avvocato Boero il quale, con la sua comprovata e lunga esperienza in materia, analizzerà con cura e accortezza ogni singola situazione, accompagnandovi poi in tutto l’iter giudiziario fino alla sentenza finale.

Come quantificare i danni parentali

Spetta al giudice stabilire a quanto ammonta la liquidazione per la perdita di un parente in seguito ad incidente stradale; pertanto i criteri di quantificazione vengono rimessi al suo personale giudizio.

Tuttavia, i parametri utilizzati dovranno poi essere specificati e motivati nella sentenza e pertanto non potranno essere determinati dal libero arbitrio del giudice.

Ecco perché numerosi sono i tribunali che utilizzano delle apposite tabelle contenenti dati su cui si basa il calcolo della liquidazione quali:

  • gravità dell’incidente,
  • entità del dolore subito,
  • condizioni psicologiche dei familiari che hanno subito la perdita,
  • età della vittima e dei familiari all’epoca dei fatti,
  • stato fisico e psicologico della persona prima del decesso,
  • situazione di convivenza con il deceduto.

Tutto questo ha determinato la nascita della cosiddetta “giurisprudenza a zone” dal momento che non vi era una conformità delle tabelle sul territorio nazionale, causando così disparità e non pochi problemi.

Per risolvere questo problema, la Corte di Cassazione ha emesso una sentenza storica, la n. 124080/2011, stabilendo che l’unico mezzo da utilizzare che fosse in grado di stabilire il concetto di equità valutativa di modo da non creare più disparità fosse il sistema delle Tabelle formulate dal Tribunale di Milano, che dovrà essere utilizzato su tutto il territorio nazionale, e utilizzato quindi da tutti i giudici.

 

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